regia di Cristiano Bortone e Daniela Porto
con Ludovica Martino, Marco Leonardi, Anna Maria De Luca, Bianca Maria D’Amato, Giorgia Arena
Questo è un film che si fa amare, arriva sincero, una storia esemplare e – sicuramente – prevedibile, che si inscrive a livello di fruizione nel filone di opere come “C’è ancora domani” (Paola Cortellesi, 2023). Con la sensazione – tuttavia – che sia meno costruito a tavolino.
Apre un orizzonte di speranza, testimonia che il riscatto è possibile.
L’incipit del film mostra due giovani che si amano e si desiderano tra le montagne verdeggianti della Calabria. Lui va in guerra a combattere per il duce; non farà ritorno e Marta rimane in famiglia con un bambino da crescere ed il marchio infamante di ragazza madre.
La protagonista col procedere della storia sia personale che della Storia intesa come portatrice di cambiamenti impattanti sul ruolo femminile, diventa un’eroina non rassegnandosi e non facendosi piegare dai tanti eventi negativi; in primis il clima post-bellico, una famiglia patriarcale, un paese della Calabria dove vivere la condizione di giovane donna è segnato da un destino già scritto.
Marta si ribella prima in modo clandestino poi si emancipa: desidera essere indipendente e non piegarsi al matrimonio con un vedovo che vuole solo qualcuno che badi alla casa e ai suoi figli.
In questo percorso formativo, dove emerge da subito la forte determinazione del personaggio, ruolo centrale riveste Lorenzo, uomo adulto di grande sensibilità e perizia estetica, che aiuta il parroco specie nei preparativi per gli addobbi matrimoniali e che introduce la giovane donna in una sezione del partito comunista in cui – di nascosto dai genitori – imparerà a scrivere a macchina. Lorenzo è omosessuale e il film dedica il giusto spazio alla sua vicenda aprendo uno sguardo su una realtà di pratiche erotiche e sentimentali molto più diffusa di quanto l’apparenza nascondeva. Lorenzo le fa scoprire le tante possibilità della vita e sarà Marta – decisa la strada da imboccare – a proporsi poi come fattore supportivo per il riscatto dell’uomo.
Storia esemplare, dicevamo, a cui ci si appassiona e che commuove; un film girato con equilibrio in tutti i suoi comparti e di cui si conserva memoria dopo la visione.
Forse non c’è nulla di sorprendente ma lo si apprezza per una semplicità che ha una sua intima sofisticatezza.
