regia di Gabriele Muccino
con Elene Kampouris, Saul Nanni, Lorenzo Richelmy, Enrico Inserra, Francesco Garilli.
Il soggetto, la storia che il film racconta è molto accattivante e per sua natura tiene insieme più generi, dal romance al film d’azione, al thriller; e poiché accade tutto in una notte ricorda in questo Fuori orario (Martin Scorsere,1985).
Ma la trama non è farina del sacco degli sceneggiatori essendo ispirata a Victoria, film del 2015 di Sebastian Schipper.
Una giovane americana è in Sicilia con la sorellastra che la obbliga a faticosi tour culturali mentre lei è attratta dal mare della costa palermitana. Così, complice un tuffo da una roccia molto alta e pericolosa, fa la conoscenza di Giulio – di cui si innamora a prima vista – e dei suoi tre amici. Decide di passare la notte insieme a loro. La mattina sarà una donna diversa.
L’aspetto meno riuscito è la direzione degli attori che urlano anche quando non ce ne è necessità rendendo i loro personaggi talmente sopra le righe da scadere nel ridicolo, complice una scrittura dei dialoghi che risulta meccanica e stereotipata.
Tutto l’insieme è poco credibile, mal gestito e quasi sgrammaticato, come se Muccino stesse sperimentando in laboratorio sue idee di messe in scena ma non stesse confezionando un’opera che deve affrontare la sala cinematografica.
Peccato perché una regia più quadrata avrebbe fatto la differenza.
