regia di Robert Guédiguian
con Ariane Ascaride, Jean Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet.
Siamo a Marsiglia, una Francia mediterranea, colorata e soleggiata.
Maria è una donna in età matura, piena di energia e che non vuole rinunciare ai suoi sogni. Lavora nell’accudimento di uomini e donne soli ed anziani ed è più di una semplice badante, è una persona di fiducia, un punto di riferimento.
Suo marito – al contrario – ha rinunciato ai sogni ed alle ambizioni e si soddisfa giocando – e perdendo – a carte con gli amici al bar.
Maria per sostenere gli studi del nipotino appassionato di pianoforte, ruba piccole somme ai suoi accuditi, uno in particolare che ha per lei un profondo affetto. E “arrotonda” i soldi che prende per fare la spesa così da comprare per sé qualcosa di buono da mangiare.
Sua figlia ha dei dubbi su come la madre si possa permettere il sostegno delle spese per il bambino, che in vista di un importante concorso, aumentano.
Le cose ovviamente si complicano e a seguito di queste complicazioni emergono sentimenti nascosti e nuovi incontri a mettere disordine nelle vite di Maria e dei suoi familiari.
Un film in cui tutte le componenti sono ben gestite e ben equilibrate, con personaggi con cui si empatizza facilmente ma senza che l’autore cada nella retorica buonista o nel facile perdonismo.
Tutti a ben vedere hanno qualcosa di non detto, laddove Maria è quella più intellettualmente onesta e che si prende i maggiori rischi.
Il film ha inoltre un preciso intento, fa riflettere sulla intrinseca ingiustizia delle differenze di classe che impediscono ad una persona intelligente e sensibile come Maria di avere le cose belle della vita. È la inconciliabilità irriducibile tra giustizia e legge.
La Gazza ladra mette in scena attraverso i suoi personaggi, gli eventi e l’imprevedibile gioco combinatorio che innescano e come ognuno reagisce ad essi, la capacità umana di trovare, seguendo la verità dei sentimenti, nuove vie, nuovi modi per adattarsi e continuare il proprio percorso di vita.
Un’opera con il tono della commedia ma capace di mantenere uno sguardo dritto e sincero sulle contraddizioni intrinseche al nostro vivere, dove non sempre è possibile sintonizzare la propria felicità con quella degli altri perché le scelte provocano sovente sofferenze a chi non le meriterebbe.
Ma, c’est le vie!
Un film godibile e delizioso, intenso nella sua leggerezza.
Che si ricorda.
