regia di SANTIAGO REQUEJO
con Clara Lago, Fernando Valverde, Gonzalo de Castro, Raul Fernando de Pablo.
È il classico kammerspiel, tutto in una stanza di un polveroso e decadente appartamento di Madrid. I protagonisti sono i sei condomini del palazzo riuniti per deliberare sui lavori per un nuovo ascensore: tutti sono d’accordo e stanno andando via quando Alberto, il proprietario dell’appartamento, annuncia: finalmente ha trovato un affittuario per quella casa da tempo disabitata.
Si tratta di un suo collega entrato in servizio grazie ad un programma di reinserimento sociale per persone con problemi mentali.
Da qui si origina un dibattito a tinte forti e di drammatica escalation in cui i sei personaggi fanno valere le ragioni per cui una persona di quel tipo non deve andare a vivere nel loro palazzo abitato da persone “normali”…
Ognuno ha le proprie motivazioni e le espone nei modi più fantasiosi ed involontariamente comici; la tensione e la preoccupazione cresce, fino a proposte paradossali pur di evitare le tragedie che l’individuo deviato sicuramente procurerebbe.
La forza del film è nella scrittura e nel ritmo della recitazione, nonché in personaggi ben definiti ma che non scadono nel macchiettismo, pur sfiorandolo.
L’opera è divertente ma con un fondo amarissimo nel far emergere l’ipocrisia ed il cinismo albergante tra le persone perbene che – esasperate dalla difficoltà di trovare una soluzione adeguata e condivisa – si rinfacciano quello che pensano realmente uno dell’altro. Al di là della facciata.
È un semplice ma efficace dispositivo narrativo essendo per definizione la riunione di condominio una situazione di per sé capace di far venir fuori il peggio delle persone. Perché il vicino di casa è spesso un estraneo ma che pretende di sapere tutto sugli altri coinquilini a partire dalla quotidiana seppur fugace frequentazione/osservazione. È inoltre una riflessione sulla fragilità della regola della votazione come meccanismo democratico ormai usurato per raggiungere una possibile coabitazione, riflessione più che mai attuale in tempi in cui i conflitti violenti sono tornati ad essere una tangibile realtà anche nel nostro mondo privilegiato.
Il regista esaspera i toni facendoli virare nel grottesco e nel surreale, senza esagerare, e – con attori in parte e credibili – il film riesce ad intrattenere in modo “intelligente”.
