ANEMONE (2025)

regia di Ronan Day-Lewis 

con Daniel Day-Lewis, Sean Bean, Samantha Morton, Samuel Bottomley,Safia Oakley-Green. 

Il film è un evento soprattutto per il ritorno di Daniel Day-Lewis, protagonista del film coscritto con suo figlio Ronan e da questi diretto. Il grande attore inglese sembrava aver dato l’addio alle scene dopo Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson (2017).

Qui interpreta Ray, uomo che si è volutamente esiliato in campagna dove vive in solitudine. Lo raggiunge il fratello Jem. Poco a poco si rivela il motivo di questo isolamento nella boscaglia inglese, quasi una volontà autocarceraria, la punizione per qualcosa di cui Ray non sa darsi pace. Qualcosa che è accaduto durante il conflitto nordinlandese. Ma questa decisione ha sconvolto la vita di chi lo amava, la compagna Nessa ed il figlio Brian.

Ovviamente tutto il film si regge sulle spalle dell’interprete principale, capace con il suo carisma ed arte attoriale di dare senso e credibilità ad un film che pecca nella dilatazione eccessiva dei tempi, pretendendo dallo spettatore una immersività ed una empatia che non sono ben sollecitate.

Interessante il tema della possibilità di redenzione che parte dall’intimo del personaggio, dalla ritrovata confidenza con il fratello quando il ricordo di traumi terribili ed il riviverli nel racconto insieme a lui, diventa liberatorio.

Tuttavia si fa fatica a seguire una visione monocorde pur se ricca di stimoli sensoriali e non priva di una svolta “metafisica” a sorreggere, e simbolicamente rappresentare, la svolta esistenziale di Ray.

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