SCENDE GIÙ PER TOLEDO

di Giuseppe Patroni Griffi 

diretto e interpretato da Arturo Cirillo 

scene di Dario Gessati 
costumi di Gianluca Falaschi 
musiche originali di Francesco De Melis 
luci di Mauro Marasà 

produzione Marche Teatro 
Ridotto Teatro Mercadante di Napoli – Stagione 25/26

L’intimità, la vicinanza fisica del pubblico che un Ridotto teatrale consente rende più soddisfacente la fruizione di opere che esaltano la componente emotiva sia nella scrittura che nella messa in scena.

Così in questo monologo a più voci di cui Arturo Cirillo è regista e straordinario interprete della protagonista Rosalinda Sprint, femminiello inquieto e febbrile, sempre in movimento anche quado è in casa, la performance attoriale arriva a segno divertendo, commuovendo, entrando il pubblico facilmente in empatia con le sue peripezie.

Patroni Griffi scrive questo testo nel 1975 e la mente corre subito alla Jennifer di Ruccello di pochi anni dopo.

Rosalinda attraversa la città partenopea, da Toledo a Santa Lucia, interagendo con colleghe dai nomi barocchi e improbabili come Maria Callas e Marlene Dietrich. Il monologo in un flusso di coscienza ininterrotto ci racconta la vita quotidiana di Rosalinda, il suo darsi da fare per la cura della sua estetica e del proprio outfit ed infatti la prima preoccupazione che ci comunica è quella di non fare tardi all’appuntamento col sarto per la misura di un vestito a cui tiene molto…

Poi emerge, ma sempre in tono autoironico, la realtà di una vita che ha la prostituzione come unico sbocco dopo la cacciata da parte del padre.

E non mancano i momenti melodrammatici e sentimentali come i racconti delle sue esperienze erotiche proposte da Arturo Cirillo con una gestualità fisica ed un cambio di toni della voce e della postura sempre efficaci e di grande eleganza.

Ci si innamora di Rosalinda, della sua dolcezza, del modo in cui affronta la vita con dignità rara.

È come se il personaggio facendoci entrare nel suo mondo ci si specchiasse ritrovando anche lei il senso delle cose accadute, subite, o anche da lei decise.

Molte cose le dobbiamo intuire, le dobbiamo dedurre e così facendo siamo attivi in una storia, in una vita così particolare eppure così profondamente umana.

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