di Italo Svevo
regia di Valerio Santoro
con Nello Mascia
e Roberta Caronia, Matilde Piana, Alice Fazzi, Nicolò Prestigiacomo, Massimo De Matteo, Mauro Parrinello, Roberto Burgio, Roberto Mantovani
scene di Luigi Ferrigno
costumi di Dora Argento
musiche di Paolo Coletta
luci di Cesare Accetta
produzione Teatro Biondo di Palermo, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Teatro Bellini di Napoli – Stagione 25/26
Ultimo lavoro drammaturgico di Italo Svevo, composto tra il 1926/27, risulta di grande attualità nelle tematiche trattate. Protagonista è Gianni Chierici un anziano che si sente giovane, decisamente egoriferito e facilmente manipolabile dall’interessato nipote che lo convince a farsi operare per realizzare un agognato ringiovanimento.
Intorno a lui personaggi piuttosto superficiali – tranne forse per la figlia rimasta vedova – non capaci di esprimere sentimenti profondi.
Il tono è quello della commedia con battute brillanti e riusciti effetti comici che rendono il protagonista patetico nelle sue convinzioni e nel desiderio di riscattare con l’operazione un passato in cui ha rinunciato a qualcosa di importante, forse un amore non portato avanti. Così si fa strada il sentimento della nostalgia e l’aspetto onirico si confonde con l’aspetto reale.
Lo spettacolo diventa più pensoso e riflessivo e il protagonista – dopo l’entusiasmo iniziale per il presunto ringiovanimento – diventa più connesso con la sua interiorità.
Il lavoro è di facile fruizione e tutti gli attori si dimostrano ben armonizzati tra loro. Il protagonista spicca per tempi e ritmi recitativi perfetti con brevissime sospensioni che rendono il personaggio più contemporaneo rispetto agli altri.
Impeccabili tutti i comparti tecnici.
Le musiche in particolare ben sottolineano i momenti onirici. E – forse – celano una aspirazione ad un’opera che poteva essere più astratta, un po’ meno preoccupata della resa immediata.
