LA MATTINA SCRIVO (2025)

regia di Valérie Donzelli 

con Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen, Valerie Donzelli. 

Paul, protagonista assoluto del film, è uno scrittore alle prese con un discreto apprezzamento iniziale ma che per la editor sta seguendo una strada sbagliata per consolidare il suo successo. Paul già quarantenne e con la professione di fotografo abbandonata per seguire la vocazione e con relativa crisi familiare, dovrà fare i conti con il veloce peggioramento della sua condizione economica, sociale, esistenziale.

E con le preoccupazioni genitoriali e la incomprensione sofferta dai due figli che vivono lontano con la madre.

L’autrice è molto brava nel proporre un film in bilico tra il realismo del documentario e il flusso di coscienza della fiction, nel rappresentare l’entrata di Paul nella gig economy. Lavori da tuttofare con aste al ribasso gestite da una app, che gli consentono la sopravvivenza e la possibilità di continuare il lavoro di scrittura, la mattina. E realizza uno dei film più crudi sull’attuale momento del sistema capitalistico dove è sparita la stessa definizione di povertà (i familiari rimproverano Paul di non essere un vero povero perché, in fondo, si tratta di una sua scelta…). Ma è proprio questo non somigliare di Paul allo stereotipo della persona povera ad evidenziare il salto paradigmatico della gig economy, dove le persone per scelta “libera” entrano in un meccanismo dove si sottrae la dignità stessa del lavoro.

Paul vive due vite parallele ma è la sua identità a cadere a pezzi ed è il modo di inquadrare Paul negli spazi a dare la misura di questo cambiamento di sguardo del mondo su di lui, e viceversa.

Valerie Donzelli mantiene un distacco critico nel modo in cui racconta e mette in scena, genera una empatia misurata e non è mai ricattatoria nei confronti dello spettatore. Il messaggio ed il suo punto di vista arrivano forti e chiari ma senza didascalismo o approcci moralistici.

Impeccabile la direzione degli attori per un’opera sobria ed al tempo stesso intensa, capace di appassionare alla vicenda umana del protagonista che grazie al non mollare sul suo desiderio può ambire ad un riscatto, almeno personale.

Un’opera contemporanea, che coglie futuri destini già in essere ed a cui diamo poca importanza e poca attenzione.

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