regia di Simone Massi
con Marco Baliani, Ascanio Celestini, Mimmo Cuticchio, Luigi Lo Cascio, Neri Marcorè.
Animazione.
Una esperienza immersiva, ipnotica dentro una storia semplice e di persone semplici ma che tiene col fiato sospeso pur inserendosi in un contesto noto, circa quarant’anni di storia italiana dalla prima guerra mondiale agli anni di piombo.
Questo grazie ad una animazione che rende tutto cangiante, attraversato da un continuo movimento e dove il bianco e nero con qualche sprazzo di rosso rende la narrazione più essenziale, astratta ma materica al tempo stesso.
Civiltà contadina che man mano trascolora nello sguardo di tre bambini che in tre epoche diverse cercano quell'”invelle”, (in dialetto marchigiano) quel “nessun luogo”, forse un posto dove poter stare più contenti, una ricerca, una aspirazione più che una realtà esperita. Perché non esiste, ma senza questo sogno non si potrebbe vivere.
Di grande suggestione la nettezza del sonoro assemblato alle raffigurazioni cangianti in un’opera dove l’immagine cinematografica, quella specifica combinazione di visione audiovisiva, si fa arte assoluta.
